Telegram: terreno fertile degli hacker

Telegram, l’app di messaggistica alternativa a WhatsApp al centro di uno scontro in Russia, è oramai il nuovo terreno fertile degli hacker per commettere attività illecite e sfuggire alle autorità. Lo sostiene la società di sicurezza Check Point Software Technologies che ha pubblicato uno studio. L’app è stata bloccata da Mosca perchè non concede al governo le chiavi della crittografia che danno accesso ai messaggi degli utenti.

Secondo gli esperti, ad essere maggiormente utilizzati dai cybercriminali sono i gruppi di chat ospitati da Telegram, i cosiddetti ‘canali’. Tra i canali clandestini scoperti dal team di ricerca quelli denominati Dark Jobs, Dark Work e Black Markets. Il primo può contenere offerte di lavoro illecite contrassegnate con un codice colore: nero, ad esempio, se il lavoro offerto è pericoloso dal punto di vista legale, oppure grigio o bianco quando la pericolosità diminuisce. Nei canali può inoltre verificarsi la vendita di strumenti di hacking e di documenti rubati, e persino la possibilità di falsificarli.

Come spiega la ricerca la chat, a differenza di WhatsApp “è caratterizzata da un livello di sicurezza più elevato, è più riservata e meno accessibile e questi elementi la rendono una valida alternativa ai forum segreti presenti nel Dark Web. Gli hacker riescono così a mantenere sulla piattaforma la propria identità completamente nascosta perché possono godere di chat pubbliche e private crittografate”.

“C’è una richiesta di mercato per le tecnologie di protezione. Il paradosso è da una parte la protezione dei dati personali, dall’altra la segretezza facilita le attività criminose. La partita si giocherà sulle richieste da parte delle autorità investigative nell’avere il contenuto delle conversazioni”, afferma Gabriele Faggioli, Responsabile Osservatorio Information Security & Politecnico di Milano e presidente del Clusit.

fonte ansa

L’Inter sbarca nella Silicon Valley

Molti club stanno allargando i propri orizzonti per studiare e sperimentare tecnologie sempre più avanzate applicate al calcio. Gli Stati Uniti, grazie alle innumerevoli startup e aziende innovative della Silicon Valley, si affidano sempre più alla tecnologia anche in campo sportivo. La nazionale di calcio maschile ha clamorosamente fallito, così come quella italiana, la qualificazione ai Mondiali del prossimo giugno, ma le squadre di club a stelle e strisce stanno facendo registrare interessanti progressi.

Nella Concacaf Champions League, la massima competizione del Nord e Centro America paragonabile, due delle quattro semifinaliste giocano nella Major League Soccer. Un risultato molto importante visto che di solito il torneo è facile terra di conquista dei club messicani. E c’è anche una società italiana che guarda con particolare interesse agli Usa. Si tratta dell’Inter, selezionata per partecipare alla Stanford Sports Innovation Conference 2018. Per la società di proprietà del gruppo cinese Suning sarà l’occasione buona per chiudere un accordo di collaborazione già pianificato con la società di Mls San José Earthquakes. “Nei prossimi mesi Inter e San Jose definiranno un piano di lavoro che sarà supportato dagli stakeholders della Bay Area e della Silicon Valley, combinando l’expertise tecnico degli allenatori di Inter Academy alle tecnologie più innovative dello sport science”, spiega un comunicato del club milanese. “La partnership con San Jose, localizzato strategicamente nel cuore della Silicon Valley, aggiunge un valore importante al processo di trasformazione tecnologica già avviato nell’ambito del Settore Giovanile nerazzurro“.