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Cacciari: Questione immigrazione è un incendio che divora ogni ragionamento

Riprendo volentieri l’intervista che Massimo Cacciari ha rilasciato a Repubblica, pubblicata ieri sulle pagine del quotidiano .   

Un ottimo intervento ,  centrato sugli errori di comunicazione della sinistra nel rappresentare il fenomeno.

Cacciari, la questione immigrazione avanza come un incendio che divora ogni ragionamento…
“E’ vero. Siamo passati da una fase di comprensibile timore di fronte all’evidente aggravarsi del problema, con un’Europa impotente e il nuovo protagonismo della destra xenofoba ad una fase – quella di adesso – in cui subiamo passivamente le palle che sparano dall’altra parte. Non c’è reazione, tentativo di controbattere e razionalizzare. Al contrario si cerca di tradurre in “moderatese” quello che certa destra urla in modo forsennato”.

Clima brutto.
“Prevalgono parole di odio e violenza. Ed è tipico delle grandi crisi di regime. Le orecchie si chiudono, l’ascolto diventa impossibile. Subentra la logica dell’amico/nemico. La crisi non è più in mano di chi governa. Non sottovaluto la situazione. Siamo in un’epoca di trasformazioni radicali che generano paure e disagi. Dico però che la cosiddetta sinistra non fa nulla per contrastare questo clima”.

Cosa dovrebbe fare?
“Deve cambiare la comunicazione, bisogna rappresentare la questione immigrati in modo razionale, evidenziare i punti deboli nella gestione, i suoi tempi lunghi, fornire dati economici, spiegare che non c’è un’invasione che toglie il pane alla gente. C’è un fenomeno epocale che va governato, con una grande progettualità, con i piani di aiuto ai Paesi di provenienza, con l’Europa che si prende le sue responsabilità. Mi è piaciuto il video di Saviano su Repubblica. Non amo sempre l’uomo ma in questo caso ha smontato efficacemente le menzogne della destra, i luoghi comuni. Non è una tragedia se Sesto San Giovanni dovrà accogliere 100 immigrati. La tragedia vera è di quei poveretti che vanno in mare e vengono ricacciati nei lager della Libia. Si è rovesciata totalmente la scala dei valori”.

Il ministro Minniti dice di aver temuto per la tenuta del sistema democratico nel momento di massima crisi migratoria.
“Ma scherziamo. Se così fosse vorrebbe dire che l’attuale sistema democratico è marcio e allora merita di finire! Non bisogna temere di perdere voti e creare un clima parossistico. Così vince la destra. Bisogna rappresentare bene la questione. La politica deve essere razionale non è fatta per dire alla gente: “hai ragione”, non deve ascoltare le domande e ripeterle. Deve dare risposte e indicare prospettive”.

Però bisogna anche rispettare il senso di inquietudine della collettività.
“Certo, per questo serve una buona comunicazione della politica. Bisogna smontare le menzogne che seminano il panico. La percezione di insicurezza non è creata solo dal problema immigrazione. Siamo un Paese con il 35 per cento di giovani disoccupati,

con milioni di individui in miseria, con il Meridione in mano alla criminalità organizzata. Se il Pil fosse schizzato al 15 per cento, le reazioni della gente ai migranti sarebbero molto diverse. Ma la realtà un’altra. E allora vince chi grida di più”.